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il neurone con i dendriti e la sua struttura dettagliata

Si distinguono disturbi sensitivi soggettivi (avvertiti dal paziente) o obbiettivi (messi in evidenza dall'esaminatore). In realtà questa distinzione (molto reale), non deve far dimenticare che tutto ciò che è sensitivo è per la sua natura soggettivo e che l'analisi semeiologica dipende strettamente dalla qualità delle risposte del soggetto. L'esame della sensibilità è sempre difficile. Esso necessita di:

—-un'interrogatorio molto preciso;

— il confronto con numerose prove e controprove; 

— uno sforzo di attenzione molto marcato da parte del paziente; 

— una buona comprensione del metodo;

— la ripetizione e il frammentarsi dell'esame in numerose fasi per evitare la fatica che conduce inevitabilmente a risposte errate.

 

DISTURBI SENSITIVI SOGGETTIVI

Le parestesie.
Si tratta di sensazioni anomale, spontanee, sgradevoli o solamente strane, ma non dolorose, descritte dal paziente con i seguenti termini: intorpidimento, formicolio, pizzicore, sensazione di rigidità, tensione anomala della pelle, impressione di costrizione di corpo estraneo di «acqua che scorre sotto la pelle».
■ Le disestesie.
Si tratta di impressioni anomale causate per contatto e definite dal paziente come un disturbo qualitativo della sensibilità tattile. Si arriva al punto che una sensazione tattile può essere avvertita come dolorosa (iperpatia).
■ Il dolore.
La definizione stessa del dolore è di difficile interpretazione e la sua descrizione qualitativa e quantitativa è strettamente legata alla psicologia del paziente. Il vocabolario utilizzato si riferisce sia a situazioni che noi tutti abbiamo provato (bruciature, punture, folgorazione) quanto a percezioni immaginarie spesso terribili («è come un colpo di pugnale»; «ho la testa come stretta in una morsa»; «è come se ricevessi dei colpi di martello»).
Tra i differenti tipi di dolore bisogna distinguere:
— i dolori continui;
— i dolori intermittenti (essi possono essere spontanei parossistici o provocati dalla pressione in certi punti dell'organismo).

DISTRUBI SENSITIVI OGGETTIVI

Il deficit quantitativo della sensibilità si chiama anestesia o ipostesia. Si definisce come la non percezione di una stimolazione o una diminuzione di intensità di tale stimolazione in modo assoluto o relativamente ad altre parti del corpo. L'esame oggettivo della sensibilità terrà dunque conto della topografia del deficit e della qualità degli stimoli.
■ La sensibilità superficiale.
• Il tatto: si studia chiedendo al paziente di segnalare (ad occhi chiusi) ogni contatto dei suoi tegumenti con il dito dell'osservatore o con un oggetto (ad esempio un pezzo di cotone).
• La sensibilità dolorosa: si studia con l'aiuto di uno spillo o con altre stimolazioni dolorose come ad esempio tirare i capelli, premere certe zone (tronchi nervosi, testicoli, tallone d'Achille).
• La sensibilità termica: si studia con provette di vetro contenenti acqua calda o fredda; la differenza termica di qualche grado è facilmente avvertita dal soggetto normale.
• La mancanza della sensibilità è un fenomeno caratterizzato dall'incapacità di riconoscere una stimolazione tattile o dolorosa, bilaterale e simultanea. La stimolazione del lato sano è percepita; al contrario se lo stimolo è applicato successivamente da un lato, poi dall'altro esso è avvertito in modo corretto.

La sensibilità profonda.
Si può studiare con:
• Lo studio del senso della posizione dei segmenti degli arti nello spazio. Il soggetto, ad occhi chiusi, deve riconoscere la posizione in flessione (in basso) o in estensione (in alto) degli alluci e delle dita della mano.
• La prova della prensione «cieca»; consiste nel domandare al paziente di afferrare ad occhi chiusi con la mano sana il pollice del lato leso dopo che la mano sia stata spostata nello spazio senza il controllo della vista. La prova è impossibile quando il deficit della sensibilità profonda è molto marcato: il soggetto orienta male la direzione del suo movimento ed ha una attività di ricerca evidente.
• Le braccia tese, gli occhi chiusi, il paziente non ha coscienza dei movimenti delle sue dita che cadono di peso e si raddrizzano o si muovono a caso.
• Il soggetto in piedi (a piedi uniti), con gli occhi chiusi, non può restare a lungo in equilibrio e cadrebbe da un lato o dall'altro senza l'aiuto della vista o dell'esaminatore.
• La percezione delle vibrazioni di un diapason applicato su un'eminenza ossea (pallestesia) diventa impossibile. Nel soggetto anziano si può notare la diminuzione o la scomparsa delle vibrazioni a livello degli arti inferiori senza alcuna patologia in atto.
• La astereognosia è l'incapacità di identificare un oggetto attraverso la palpazione senza l'aiuto della vista. Questo sintomo può essere dovuto a differenti tipi di deficit sensitivo [tatto, senso termico, valutazione del peso (barestesia)] ma anche ad un,disturbo dei meccanismi di integrazione sensitiva a livello cerebrale.